Scuola, voti alti se a tavola c’è pesce

pesce, Oxford University,scuola,acidi grassi,Omega 3 EPA,noci, semi di lino, soia, olio di colza,cavoli, spinaci,alimentazione,I bambini che mangiano molto pesce sono più bravi a scuola. Non si tratta di uno dei soliti tranelli usati dai genitori per rendere appetibili i piatti poco amati dai piccoli, bensì del risultato di una ricerca effettuata presso la Oxford University.

Gli studiosi hanno analizzato, in 500 bambini tra 7 e 9 anni che avevano problemi di concentrazione, i livelli di acidi grassi Omega 3 nel loro sangue, per capire se a differenti concentrazioni corrispondessero anche differenti rendimenti scolastici. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica online PLoS ONE, hanno stabilito che la presenza di Omega 3 nel sangue dei bimbi era modesta, il 2,45% rispetto al totale di acidi grassi.

Ma soprattutto hanno rilevato una relazione tra il profitto a scuola dei bambini e un indice, estremamente alto o basso, di Omega 3. Secondo i ricercatori è questo acido, da assumere con l’alimentazione ma anche con integratori, a supportare le capacità intellettive di bimbi.

Gli acidi grassi Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) si assumono soprattutto grazie ai pesci più grassi come salmone, tonno, sgombro, aringhe, sardine e in generale il pesce azzurro, ma anche con noci, semi di lino, soia, olio di colza, cavolini di Bruxelles, cavoli, spinaci e insalata verde.

Oltre a migliorare l’attività di neuroni e sinapsi, favorendo quindi l’attenzione e le abilità cognitive, gli Omega 3 portano, se assunti con criterio al massimo due volte a settimana, vantaggi per la salute del cuore e longevità.

Manuela Arcuri: «Dimagrisco con gli spaghetti all’alba»

«Per dimagrire ho mangiato spaghetti a colazione o petti di pollo, ma è stato qualche anno fa». Lo dichiara Manuela Arcuri, madrina (per il secondo anno consecutivo) di Caput Lucis, il campionato mondiale di fuochi d’artificio che dal 25 al 29 luglio illumina a giorno i cieli di Valmontone (Roma). Cinque le notti col naso in su a Rainbow Magicland, per ammirare i migliori pirotecnici del pianeta.

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«Se devo essere sincera, all’inizio l’idea lasciava perplessa anche me. Quando l’idea ha ceduto il passo al fare, è stato difficilissimo accettare la pasta al posto del caffelatte. E non mi sono abituata, ve l’assicuro. Ammetto che è stata dura ma ho perso molti chili che poi, immancabilmente ho recuperato. Ora ho ripreso a mangiare diversamente, ma in modo sano».

Adesso cosa mangia?

«Di tutto, senza fare particolari rinunce, variando i cibi e non rinunciando a frutta e verdura, che non mancano mai sulla mia tavola».

Consigli per l’estate?

«Via libera a frutta e verdura. Io d’estate l’adoro; è un periodo in cui mi scateno, voglio divertirmi, ballare, fare i bagni notturni. E mangiare. Premiandomi anche con qualche peccato di gola, lo ammetto! Ma a colazione non mangio pasta. Piuttosto largo a frutta, latte di soia, caffè e cereali: mi fanno sentire energica e ho tutta la giornata davanti per bruciare le calorie».

I fuochi d’artificio le piacciono?

«Molto. Mi hanno sempre scatenano un’emozione unica, che mi prende allo stomaco. Assolutamente diversa da quella più adrenalinica che provo quando vado sulle giostre. Anche se devo ammettere che, prima di salire sulle montagne russe, un pensiero velocissimo passa per la mia mente: e se si stacca il seggiolino? Ma poi, rifletto. E perchè dovrebbe succedere proprio a me? E allora l’incoscienza prende il sopravvento».

La dieta Mességuè si chiama «One Day Light»

  dieta Mességuè,One Day Light,alimentazione,mondo,benessere,dimagrire,fitoterapia,carne, pesce,verdure,proteine,olio,finocchi, arance, rucola,news,notizieUn giorno di dieta ferrea e 6 di normale alimentazione. È questa la dieta di Marc Mességué che, nella quiete del Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio, regala una boccata d’aria fresca nel mondo della dietetica e del benessere. Fitoterapia, buon senso e accortezza si mescolano nella sua ricetta che promette di far dimagrire senza pesare sul buon umore. Ma in cosa consiste esattamente la dieta Mességué? Il primo passo è la scelta di un giorno in cui limitare il proprio appetito. A colazione pane integrale e marmellata, a metà mattina un frutto, a pranzo verdura e proteine (carne, pesce o legumi), un altro frutto a metà pomeriggio e a cena ancora verdure e proteine. Tutto in quantità strettamente stabilite; è fondamentale la totale astensione da sale o olio. Nel resto della settimana, invece, si può tornare ad alimentarsi come al solito, preoccupandosi solo di contenere l’uso di sale e di usufruire dell’olio solo a crudo, evitando accostamenti particolari come uova e carne, pasta e carne, riso e carne o pasta e carne.

La filosofia, chiamata «One day Light», si basa su un concetto molto semplice, nato per caso. «Tutto è iniziato accompagnando mia moglie dal dentista». L’attesa si prolunga e Mességué in un’edicola trova dele riviste che parlavano di dieta, «ma tutte prevedevano sei giorni di stretto regime alimentare e uno di pausa. Una vera tortura». Tortura che non presentava vantaggi duraturi: una volta perso, il peso tendeva ad essere recuperato, rendendo inutili tutti gli sforzi precedenti. «Mi son detto, perché non provare il contrario? Un giorno di dieta e sei giorni di pausa per riprendersi». Il risultato: una dieta che fa dimagrire senza pesare sul buonumore. Mességué propone subito la sua idea ad alcuni dei suoi pazienti di lungo corso.

«Non mi aspettavo davvero che funzionasse, ma dopo qualche mese iniziarono a chiamarmi: Marc – mi dicevano – la tua dieta funziona!». Nei mesi seguenti alcuni ricercatori dell’Università di Padova hanno effettuato degli studi sulla dieta Messegué, confermando che nel corso di un anno, i soggetti sottoposti a questo regime alimentare, hanno perso il 10% della loro massa corporea. Per provarla, ecco una ricetta da rifare in casa: l’insalata di finocchi, arance, rucola e valeriana con coulis di arance e limoni. Ingredienti: tre finocchi, Arance 4+2, 100 gr di valeriana. 100 gr di rucola, limone. Tagliate i finocchi a veli con l’affettatrice, disponeteli sul piatto, aggiungete la rucola a foglie e la valeriana. Decorate con le arance tagliate a spicchi (avendo cura di togliere il bianco) e condite il tutto con succo di arancia e limone emulsionato.