Ecco il preservativo per il vino: “Permette di mantenerne inalterato il sapore”

20140129_62048_vinocondom2Un particolare preservativo per conservare perfettamente il vino una volta stappata la bottiglia. È l’idea avuta dal 21enne Mitchell Strahan e sua madre, la 47enne Laura Bartlett.   Si tratta di un prototipo, ancora in fase di perfezionamento, che usa lo stesso meccanismo dei preservativi e ne ricorda anche la forma. Per Laura e Mitchell si tratta di un’alternativa valida ma economica ai classici sigilli per bottiglie. Inoltre, può adattarsi comodamente anche a lattine e altri tipi di bottiglie.  È stato Mitchell ad avere la geniale intuizione, quando una sera vide sua madre rincasare con una bottiglia di vino aperta e coperta da una semplice pellicola in plastica con un elastico. Da qui l’idea di questi particolari ‘preservativi’ in gomma, usa e getta. Ora, madre e figlio cercano finanziatori per il loro progetto.

Pasqua, la colomba non va più: spopolano i dolci tipici regionali

imagesPare che anche quest’anno, dalle notizie che arrivano dall’industria e dalle pasticcerie, gli italiani non rinunceranno alle uova di cioccolato per i bambini, nonostante la crisi. Del resto, come negare la sorpresa ai più piccoli? Quanto alla colomba pasquale, dolce lievitato della tradizione soltanto italiana, si annuncia un nuovo calo di vendite: si rafforza invece la tendenza a tornare ai dolci delle consuetudini regionali, tramandati dalle nonne. 
Il nostro Paese è ricco di tante specialità pasquali, con piatti dolci e salati da consumare in famiglia durante la Settimana Santa. In Liguria si cucinano la cima (un pezzo di petto di vitello aperto a tasca e farcito) e la torta pasqualina; in Valle d’Aosta si prepara una torta a base di erbette, lardo e salsicce; nel Pavese, in Lombardia, sono di prassi le torte con carciofi e riso, mentre ai bambini si offre un cestino con all’interno un uovo sodo, il «cavagné de l’euv»; in Lazio c’è la pizza ricresciuta con la ricotta, che nelle Marche diventa la «crescia di Pasqua»: farina, uova, strutto e pecorino; in Abruzzo – nonostante gli appelli degli animalisti – va sempre forte l’«agnello cace e ove», nel quale i tuorli si aggiungono alla fine, mescolati al fondo di cottura.  E nell’Italia centrale, tra Umbria e Toscana, si usa servire la torta inerbolata alla fiorentina (con uova sode, insaporite da bacche di ginepro).
Tra i piatti pasquali, oltre alla «pizza cu risi» lucana, che si prepara aggiungendo al riso cotto quel che resta della spalla del maiale utilizzata per preparare le soppressate, in Sicilia a Caltanissetta si realizzano i «candelieri», detti anche – come precisa una recente pubblicazione dell’Accademia della Cucina Italiana – «pupi ccù l’ova»: sono biscotti dalle forme più disparate, confezionati con farina, zucchero e sugna, con inserite una o più uova sode, poi decorati con diavolina colorata.  Ma il dolce più famoso è la pastiera, simbolo della pasticceria napoletana. Si racconta un’antica leggenda, sulla sua origine. Una notte, le mogli dei pescatori avrebbero lasciato sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio come offerte per il mare, affinché lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a casa. Al mattino dopo, si accorsero che le onde avevano mescolato gli ingredienti e che nei loro panieri c’era un torta: la pastiera.  LA RICETTA DELLA PASTIERA
Per 4/6 persone
Frolla: 250 g di farina 00; 115 di burro morbido; 140 g di zucchero; 50 g di mandorle pelate tritate finemente; 1 uovo; buccia grattugiata di 1/2 limone; 1 bacca di vaniglia. Crema di grano: 125 g di grano cotto; 40 g di latte; semi di 1/2 bacca di vaniglia; 5 g burro; 60 g zucchero; 60 g ricotta; 1 uovo; 1 tuorlo; 25 g crema pasticcera; scorza di 1/4 di limone grattugiata; scorza di 1/4 di arancia grattugiata.
Preparazione
Frolla: ponete il burro in una terrina e poco per volta incorporate, con una frusta a mano, lo zucchero, la scorza di limone, i semi di vaniglia, uovo, farina e mandorle. Impastate, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate in frigo per 12 h. Crema di grano: in una casseruola versate grano, latte, vaniglia e burro: mescolando, cuocete fino a ebollizione. Spegnete, fate raffreddare in frigo per 12 h. Amalgamate alla crema tutti gli altri ingredienti. Stendete la frolla a un disco di 3 mm di spessore e foderate il fondo e le pareti di una tortiera: sopra versate la crema di grano, livellate e decorate con strisce di frolla. Infornate a 160° C per 50′. Sfornate e spolveratela di zucchero a velo.

Uovo di cioccolato Lindt personalizzato, nello store di Roma ogni delizia è possibile

imagesIl cuore di Roma ospita uno dei 42 punti vendita monomarca Lindt, lo storico brand elvetico, il secondo in un centro storico, creato per diffondere il fascino della “Lindt Experience”. Nel corso della settimana di Pasqua il Maître Chocolatier Lindt incanterà tutti gli amanti del cioccolato premium creando uova pasquali con decorazioni artigianali. Sarà, inoltre, possibile decorare le uova con frasi personalizzate.  Il Lindt Shop di Roma, situato in via della Maddalena – a due passi dal Pantheon – è firmato dal famoso designer Franco Costa specializzato nel Food Entertainment. Nell’area market si possono acquistare più di 1.000 prodotti differenti tra cui le praline Lindor dall’irresistibile scioglievolezza, le finissime tavolette Excellence e tante altre golose specialità, nate dalla passione e dalla creatività dei Maîtres Chocolatiers Lindt.  Il nuovo negozio, inoltre, è arricchito da una postazione dedicata al Maître Chocolatier, che ogni giorno realizza originali creazioni di cioccolato da personalizzare con gli ingredienti preferiti. Immancabile la cioccolateria, dove Lindt propone un’ampia varietà di cioccolate calde dai gusti più ricercati e tanti caffè originali a base di cioccolato. Tra le specialità l’esclusivo Varesino, un goloso caffè da gustare esclusivamente negli store monomarca Lindt.

Rotolo con zucca e stracchino

Ingredientiimg1

(per 6 persone)

200 g di stracchino
50 g di parmigiano
600 g di zucca gialla
2 rametti di rosmarino
Olio extravergine d’oliva
Burro
Sale e pepe

Per la pasta

250 g di farina 00
2 uova

Procedimento

1. Impastiamo le uova con la farina, lavoriamo fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciamolo riposare per 30 minuti sotto una ciotola di vetro.
2. Puliamo, sbucciamo e tagliamo la zucca in striscioline sottili. Rosoliamole per pochi minuti in una padella antiaderente con tre cucchiai di olio già caldo. Aggiustiamo di sale e pepe, e profumiamo con rosmarino tritato finemente.
3. In una capace pentola, portiamo dell’acqua a ebollizione.
4. Stendiamo la pasta in una sfoglia sottile, spalmiamo lo stracchino e disponiamo sopra le fette di zucca. Arrotoliamo la pasta su se stessa per formare un rotolo ben stretto. Avvolgiamo in un canovaccio e richiudiamo le due estremità con dello spago da cucina
5. Immergiamo il rotolo nella pentola con l’acqua bollente salata e cuociamolo per circa 40 minuti. Cerchiamo di far sobbollire l’acqua lentamente.
6. A fine cottura sgoccioliamo il rotolo e facciamolo riposare per 5 minuti. Svolgiamolo dal canovaccio e tagliamolo a fette di 2 centimetri circa.
7. Disponiamo le fette in una pirofila imburrata, spolverizziamo con parmigiano grattugiato, irroriamo con del burro fuso al rosmarino e inforniamo a 180° per 15 minuti.
8. Serviamo ben caldo.

MELONE E FRUTTI DI BOSCO

 IngredientiMelone-e-frutti-di-bosco_600x398

1 melone
75 grammi di zucchero
1 bicchierino di kirsch
300 grammi di frutti di bosco

Lavare con cura il melone ed asciugarlo con un canovaccio.
Togliere a metà il melone intagliandolo con un coltello per formare un disegno.
Con un cucchiaio asportare i semi (che butterete) e con l’apposito attrezzo ricavare delle palline di polpa di melone che porrete in un’insalatiera con i frutti di bosco, lo zucchero, il kirsch e lasciar riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

CROSTATA DEL BOSCO

Ingredientiimages

pasta frolla
crema pasticcera
zucchero a velo
1 cucchiaio di marsala
350 grammi di frutti di bosco
4 cucchiai di confettura di mirtilli

Preparare la pasta frolla, mentre riposa, fare la crema pasticcera con la metà delle dosi che troverete nella nostra ricetta, aggiungere 1 cucchiaio di marsala.
Formare con la pasta frolla un disco di circa trenta centimetri di diametro e dello spessore di circa mezzo centimetro.
Porlo in una tortiera foderata di carta da forno, applicare un bordo largo circa 2 centimetri e dello spessore di 1,5 centimetri.
Bucherellare la pasta con una forchetta, coprire con un altro foglio di carta da forno e mettere della pasta secca o dei fagioli per non far gonfiare la sfoglia. Cuocere nel forno preriscaldato alla temperatura di 180°C per circa trenta minuti.
Sfornare la torta ed eliminare la carta da forno, pasta secca o fagioli e spalmare sul disco unostrato sottile di confettura di mirtilli o ribes, quindi versarvi la crema pasticcera e terminare aggiungendo abbondanti frutti di bosco.

La ricetta di una zuppa di spinaci e le storie dell’Alto Adige

cucina-casaaltoadige_650x447Dietro ad una ricetta c’è qualcosa di più: c’è lapassione di chi l’ha inventata, di chi ha scelto quel particolare prodotto, c’è il profumo degli ingredienti e della terra da cui arrivano, c’è la storia di un territorio e delle persone.
Questo è quello che scopriamo attraverso Storie da Vivere il nuovo progetto sul Südtirol/AltoAdige che attraverso immagini, racconti, video ci immerge in questa terra speciale.
Ogni tre mesi Storie Da Viverepropone nuovi temi, idee ed emozioni. Inoltre, ogni settimana vengono inseriti contenuti aggiuntivi, appuntamenti ed eventi.

E ci regala questa ricetta:

Zuppa di Schlutzkrapfen (Herbert Hintner)

Per gli Schlutzkrapfen
150 gr farina bianca
150 gr farina di segale
1 uovo
1 cucchiaio di olio di semi di girasoli
50 gr acqua
Sale
100 gr ricotta

Per la Zuppa

60 gr cipolla tritata finemente
Uno spicchio d’aglio tagliato finemente
1 cucchiaio d’olio d’oliva
200 gr di spinaci puliti e lavati
800 gr fondo di verdure
70 gr patate
25 gr ricotta
Sale e pepe

Per condire 50 gr burro 25 gr parmigiano

Procedimento Schlutzkrapfen

• Mescolare le farine, l’uovo, l’acqua, il sale, l’olio di semi di girasole e impastare fino a ottenere un composto omogeneo. Avvolgere l’impasto nella pellicola e far riposare in frigo.
• Passare al setaccio la ricotta e poi insaporire con sale e pepe.
• Stendere l’impasto sottilmente e ricavarne delle circonferenze con 8 cm di diametro. Riempire con il ripieno, bagnare con acqua il margine esterno dell’impasto e ripiegarlo, ottenendo un raviolo.
• Cuocere gli schlutzkrapfen per 3-4 minuti in acqua bollente e salata.

Zuppa

• Far dorare nell’olio la cipolla e l’aglio. Aggiungere 150 gr di spinaci e lasciar cuocere al vapore. Bagnare con il fondo di verdure.
• Aggiungere le patate e dadini e lasciar cuocere tutto a fuoco vivo.
• Ridurre in purea con il mixer la zuppa, la ricotta e i restanti 50 gr di spinaci. Salare, pepare e passare al setaccio.

Impiattamento 

• Versate la zuppa in un piatto fondo e adagiare gli schlutzkrapfen al centro, irrorando con il burro fuso e cospargendo con burro fuso.

Stufi della solita pizza? Arriva quella alla marijuana

pizza-cannabis-586x390Se siete stufi della solita pizza in un ristorante di Vancouver hanno trovato un modo a dir poco alternativo per condirla, tanto per movimentare la serata. Per un extra di soli 10 dollari, se siete maggiorenni potrete gustare una pizza alla marijuana, amalgamata direttamente all’olio usato per l’impasto.  Questo solo se siete (fortunati?) possessori di una “medical marijuana card”, carta sanitaria che in Canada vale come prescrizione medica perenne per l’uso, la coltivazione e il possesso della marijuana per fini terapeutici. Ai ristoratori l’idea è venuta dopo un viaggio in Cambogia, dove una pizzeria chiamata ‘Happy pizza’ usava incorporare nell’impasto il Thc, uno dei principi attivi della cannabis.  Oltre alla pizza, assicurano, erano molto “felici” anche i clienti. Da lì i titolari del Mega ILL di Vancouver hanno pensato bene di mettere in pratica il principio anche nella loro pizzeria. L’effetto della nuova pizza sarebbe un po’ diverso da quando la sostanza viene fumata, a sentire il titolare del locale: ci vorrebbe infatti un’oretta e mezza prima di avvertirne i “benefici”. Chi vuole provarla però dovrà affrettarsi visto che le notizie dell’ultim’ora parlano di un’ingiunzione da parte del tribunale federale, i cui effetti potrebbero far scomparire la pizza alla marijuana dal menu. Con la pubblicità che si sono fatti però, c’è da scommettere che al Mega ILL non mancheranno comunque i clienti.

Il tutorial: ecco come preparare la salsa del Crispy McBacon

imagesChi ama il fast-food non può non apprezzare il Crispy McBacon, panino prodotto da McDonald’s e talmente amato che da poco è stata introdotta in commercio la versione con doppio hamburger e doppia pancetta.   McDonald’s ha deciso di rivelare il segreto della salsa che contraddistingue il popolare panino, e lo ha fatto con il giovane cuoco di Gambero Rosso Channel, Roberto Valbuzzi.  Questi gli ingredienti, come rivelato da Valbuzzi:
– tre tuorli d’uovo;
– 150 ml di olio di semi;
– 50 gr di senape;
– 30 gr di concentrato di pomodoro;
– 20 gr di capperi;
– tre cetriolini;
– aglio in polvere;
– 10 gr di agro di spirito (o aceto);
– un pizzico di sale affumicato.  Tutti gli ingredienti, eccetto l’olio, vanno mischiati assieme. Basta poi frullare il tutto, aggiungendo l’olio, fino ad ottenere una crema voluminosa e la salsa è pronta.

I vegetariani sono meno in salute e più depressi: lo studio che mostra tutti i rischi

Dieta-vegetariana1Cattive notizie per i cinque milioni di italiani che hanno scelto di diventare vegetariani. Secondo uno studio austriaco, i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One, sarebbero più a rischio di sviluppare allergie, problemi mentali e cancro rispetto a chi mangia carne all’interno di una dieta equilibrata che include anche frutta e verdura in abbondanza.
Gli studiosi dell’Università di Graz hanno esaminato i dati dell’Austrian Health Interview Survey, un sondaggio periodico sullo stato generale di salute della popolazione, scoprendo che chi aveva scelto di abbracciare la dieta vegetariana risultava si più attivo, con un indice di massa corporea più basso e meno propenso a vizi dannosi per la salute come fumo e alcol, ma al tempo stesso soffriva maggiormente di ansia e depressione, allergie e aveva il 50 per cento di possibilità in più di andare incontro a un infarto o a un cancro. Inoltre, secondo lo studio austriaco che a detta degli stessi autori necessita comunque di ulteriori approfondimenti, un basso consumo di grassi animali è correlato, in termini di salute, anche a una scarsa propensione a vaccinarsi e a poca prevenzione.