I 5 salumi italiani più salutari

I salumi sono sempre molto apprezzati per il loro gusto saporito. Mangiarli è un attentato alla nostra salute e alla nostra dieta? Assolutamente no. Basta scegliere quelli giusti e stare attenti con le quantità.

C_2_fotogallery_3080503_0_image

Chi non ama un bel panino con il salame o la mortadella? I salumi sono sempre molto apprezzati per il loro gusto “godurioso”e saporito. Mangiarli è un attentato alla nostra salute e alla nostra dieta? Assolutamente no. Basta scegliere quelli giusti e stare attenti con le quantità. Vediamo insieme quali sono i 5 salumi più salutari.
1. Bresaola 175 kcal: Il salume più leggero in assoluto e adatto a chi si vuole mantenere in forma è la bresaola. Accompagnata con delle scaglie di grana e qualche goccia di aceto balsamico, essa diventa un piatto sano e allo stesso tempo gustoso.

2. Prosciutto crudo magro 159 kcal: Seppur abbastanza salato e saporito, il prosciutto crudo (rigorosamente privato del grasso) rientra come secondo classificato tra i salumi più magri. Abbinato a delle gallette di riso o a qualche fetta di pane con insalata e pomodori, esso è l’ideale per un pasto veloce e con pochi grassi.

3. Culatello 198 kcal: Con le sue 198 Kcal il culatello si trova alla terza posizione. Simile al prosciutto crudo, ma più pregiato. Per degustare un piatto povero di grassi abbinare il culatello con le verdure fresche, sott’aceto o con qualche grissino per aperitivo.

4. Prosciutto cotto 215 kcal: Versatile, leggero, digeribile: il prosciutto cotto è una carne conservata, più precisamente è un salume cotto non insaccato e parzialmente ricoperto di cotenna. E’ un ottimo sostituto di carni magri, utilizzato in molti piatti semplici, adatto a i bambini e concesso anche a donne in gravidanza. In un panino o abbinato a della verdura, esso rappresenta un pasto sano e nutriente.

5. Lonzino 234 Kcal: Il lonzino è una specialità italiana unica, frutto della lavorazione delle parti più nobili del suino. La carne è tenera di colore chiaro dal gusto delicato. Ideale come piatto leggero e salutare insieme a verdure crude o cotte.

Crisi, gli italiani riscoprono il dolce fatto in casa

rotolini con marmellata di pescheMani in pasta, c’è la crisi e il dolce si sforna direttamente in casa. Addio merendine e dolcetti confezionati, torna la torta della nonna e gli italiani apprezzano. 
Di certo si tratta di un segnale dei tempi che corrono, in cui la necessità di risparmiare taglia i costi della spesa, ma in tavola al momento del dolce non sembra risentirne nessuno. I dati di Coldiretti tracciano infatti un nuovo profilo del carrello della spesa in cui, purtroppo, vengono a mancare sempre di più il pesce fresco, la pasta, l’olio d’oliva, la carne, i gelati e le merendine. Lasciando spazio, soprattutto queste ultime, a uova, farina, miele e preparati per dolci fatti in casa che registrano un aumento fino a 12 punti percentuali in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4%.  Per far fronte ad una spending review che nel 2013, con un calo vertiginoso rispetto all’anno precedente, ha portato la spesa alimentare a livelli bassissimi, pari a quelli del lontano 1981, con un balzo indietro di oltre 30 anni, pari a 1683 euro l’anno per abitante. E il 2014 sembra voler battere il record, almeno seguendo il trend di questi primi mesi. Dal 2007, anno di inizio della crisi, ad oggi sono calati gli acquisti in pasticceria del 10%, modificando di fatto le abitudini degli italiani che nel fine settimana portavano in tavola il tradizionale vassoio di bignè. Ma le famiglie italiane sanno come arrangiarsi, almeno in tavola. Ed ecco che torna di gran moda il mattarello e la frusta per sbattere le uova. Un viavai continuo di ciambelloni, biscotti e torte fatte in casa.  E le idee non mancano, rimbalzando dal web alla tv, passando per le proposte in libreria e i continui corsi di tecniche e tradizione. Un ritorno al passato in piena regola, in nome dell’austerity ma non solo. A primeggiare è anche il gusto di cucinare. Il fai da te detta legge e mette al bando i cibi preconfezionati come, appunto, le merendine e i gelati in scatola che calano nei consumi rispettivamente del 3 e del 7%. Secondo le scelte degli italiani, quindi, la torta della nonna risulta essere più economica ma anche più salutare. Oltre al fatto che, tanto nelle donne quanto negli uomini, torna la soddisfazione di portare in tavola un dolce appena sfornato. Fatto con le proprie mani.  E non è un caso che la stessa tendenza investe il pane fatto in casa che, dall’inizio della crisi, ha avuto un boom del +18%. Meglio affidarsi alle proprie mani che risparmiare con i cibi low cost che, immessi sul mercato a basso prezzo, nel 2013 hanno fatto impennare del 14% gli allarmi alimentari rispetto al 2007con un record di 534 notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute.