Frittata senza uova

Ingredienti:
* 4 PERSONE *
150 g di farina di ceci
200 ml di acqua
un cucchiaino di curcuma
sale e pepe q.b.
un cucchiaio di erba cipollina tritata
2 pomodori San Marzano
10-15 olive nere di Gaeta denocciolate
2-3 cucchiai di olio di oliva

La frittata senza uova è una deliziosa alternatva vegana alla tradizionale frittata perché è realizzata con la farina di ceci e arricchita da pomodori e olive. Le uova scompaiono e vengono sostituite da una pastella densa di farina di ceci e acqua, aggiungendo spezie come la curcuma per donare un colore giallo intenso come in una frittata “vera”. Provare per credere, il risultato vi stupirà!

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Procedimento

Preparate la pastella: miscelate la farina di ceci con l’acqua utilizzando una frusta, condite con sale, pepe, curcuma e fate riposare per almeno un’ora.Al momento di utilizzarla, arricchite la pastella di ceci con le olive tagliate a rondelle e i pomodori a fettine sottili. Profumate con l’erba cipollina.Scaldate leggermente l’olio in una padella antiaderente, versatevi la pastella e distribuite bene tutti gli ingredienti al suo interno. Cuocete la frittata senza uova da entrambi, fino a quando sarà gonfia e dorata.Servite la frittata senza calda o tiepida.

Sfincione palermitano

Ingredienti:
4 PERSONE
Per l’impasto:
350 g di farina tipo 0
150 g di semola rimacinata di grano duro
260 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di olio di oliva
12 g di lievito di birra fresco
un cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
Per il condimento:
500 g di pomodori pelati
una cipolla a fette sottilissime
200 g di caciocavallo a bastoncini
20 g di alici sott’olio
pangrattato q.b.
olio di oliva q.b.
zucchero, sale, pepe e origano q.b.

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Lo sfincione palermitano è un lievitato salato tipico della gastronomia siciliana. Questa focaccia è alta e soffice, dalla consistenza spugnosa e condita con pomodori, cipolle, alici, caciocavallo e origano. Lo sfincione palermitano, uno degli street food più amati in città, si prepara con un impasto di grano duro e dà il meglio di sé tiepido o a temperatura ambiente.

Procedimento

Preparate l’impasto: miscelate le due farine e impastate aggiungendo il sale e l’acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito e lo zucchero. Unite anche l’olio e impastate fino a ottenere un panetto elastico, liscio e omogeneo. Formate una palla e lasciate lievitare in una ciotola infarinata e coperta da un canovaccio fino al raddoppio.
Soffriggete dolcemente la cipolla nell’olio, quando sarà appassita aggiungete le alici. Quando saranno sciolte unite i pomodori pelati e proseguite la cottura per una decina di minuti. Regolate di sale e pepe (ricordatevi della sapidità delle alici), fate restringere il sugo e tenete da parte. Stendete l’impasto in una teglia unta d’olio e distribuitevi sopra i bastoncini di caciocavallo affossandoli leggermente con le dita.
Coprite con uno strato di sughetto e aggiungete un filo d’olio, caciocavallo grattugiato e origano.
Cuocete lo sfincione a 180 gradi per circa 30 minuti. Sfornatelo, lasciatelo intiepidire e servite.

Caprese alle ciliegie

Ingredienti:
TORTA DI 18 CM
125 g di burro a temperatura ambiente
125 g di zucchero di canna
3 uova medie
125 g di farina di mandorle
125 g di cioccolato fondente
200 g di ciliegie denocciolate
zucchero a velo q.b.

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La caprese alle ciliegie è una torta umida e molto golosa a base di cioccolato e mandorle, arricchita dalle ciliegie fresche. Variante della tradizionale torta caprese, quella alle ciliegie si prepara con la stessa quantità di burro, farina, zucchero e cioccolato per un risultato morbido e ricco di gusto!

Procedimento

Lavorate con le fruste elettriche il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere una crema omogenea. Sempre sbattendo incorporate un tuorlo alla volta, quando saranno assorbiti unite anche la farina di mandorle e mescolate ancora.
Aggiungete all’impasto il cioccolato fuso e tiepido. Montate da parte gli albumi rimasti, quindi incorporateli delicatamente all’impasto al cioccolato mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Trasferite l’impasto in uno stampo circolare imburrato e infarinato.
Denocciolate le ciliegie lasciandole intere, quindi distribuitele sulla superficie della torta. Infornate la caprese alle ciliegie a 175 gradi per circa un’ora.
Sfornate, lasciate raffreddare completamente e spolverizzate di zucchero a velo prima di servire.

Torta di mais al limoncello

Ingredienti:
TORTA DI 16-18 CM
2 uova medie
110 g di zucchero semolato
110 g di burro a temperatura ambiente
30 g di farina tipo 00
80 g di farina di mais tipo fioretto
un cucchiaino di lievito per dolci
50 ml di limoncello
zucchero a velo q.b.

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La torta di mais al limoncello è un dolce soffice e goloso realizzato con la stessa quantità di uova, burro, zucchero e farina e aromatizzato al limoncello. L’impasto è proprio quello del celebre quatre-quarts, ma la quantità di farina è sostituita quasi interamente da quella di mais. Il risultato è una torta profumata e dal colore giallo intenso!

Procedimento

Lavorate bene il burro morbido con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche. Quando avrete ottenuto un composto omogeneo unite le uova, una per volta, sempre mescolando. In una terrina setacciate insieme le farine e il lievito, quindi unitele al composto poco alla volta.
Unite infine il limoncello e mescolate bene. Distribuite l’impasto in una teglia imburrata e infarinata, livellate bene e infornate a 180 gradi per circa 40 minuti (fate la prova stecchino per verificare la cottura).
Sfornate la torta di mais al limoncello e fatela raffreddare completamente prima di spolverizzarla di abbondante zucchero a velo.

Polpettone al forno con patate

Ingredienti:
4-6 PERSONE 
250 g di carne tritata di vitello
250 g di carne tritata di maiale
250 g di mollica di pane raffermo
4 uova medie
50 g di parmigiano grattugiato
1/2 spicchio di aglio
una manciata di prezzemolo tritato
50 ml di olio di oliva
150 g di prosciutto cotto
150 g di provola
sale q.b.
1 kg di patate

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Il polpettone al forno è un secondo piatto gustoso e scenografico, realizzato con carne tritata, uova, mollica di pane e formaggio e farcito con prosciutto cotto e provola. Io preparo il polpettone al forno con carne tritata mista di vitello e maiale ma potete utilizzare anche solo una delle due per l’intera quantità. L’impasto del polpettone è perfetto anche per preparare delle semplici polpette, da friggere o cuocere nel sugo di pomodoro! Perfetto per la tavola delle feste, il polpettone al forno si accompagna benissimo con le patate al forno e un’insalata di stagione.

Procedimento

Mescolate in una ciotola la carne tritata con la mollica precedentemente sbriciolata.
Unite le uova, lo spicchio d’aglio, il parmigiano, il sale, il prezzemolo e l’olio.
Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma modellabile, che stenderete su un foglio di carta da forno dandogli una forma rettangolare.
Partendo dal lato più corto, stendete un primo strato di provola, continuate con un secondo strato di prosciutto cotto affettato sottile.
Aiutandovi con le estremità della carta da forno arrotolate su se stesso il rettangolo di carne partendo dal lato più lungo.
Sigillate bene i bordi e date all’impasto la tipica forma affusolata del polpettone. Disponetelo in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e spennellatelo con l’olio di oliva. Infornate a 220° per circa 45-60 minuti insieme alle patate tagliate in pezzi grossi e condite con un filo d’olio, sale, formaggio, aglio e prezzemolo.

Parmigiana di zucchine

Ingredienti

1 kg di zucchine
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sale q.b.
1 bottiglia di passata di pomodoro
3 mozzarelle tagliate a fettine
20 g di pecorino
20 g di formaggio grattugiato
foglie di basilico a pezzetti

Procedimento

Tagliate a fette sottili 1 kg di zucchine, oliatele e salatele.

Passatele poi in forno a 200 gradi per 20 minuti circa, oppure mettetele sulla griglia o, per renderle sicuramente più gustose ma anche un pochino più “pesanti”, infarinatele e friggetele in olio di arachidi.Intanto preparate il sugo: tagliate una cipolla e soffriggetela in olio extra vergine di oliva. Aggiungete 1 bottiglia di passata di pomodoro, il sale e alcune foglie basilico a pezzetti e fate cuocere per circa 10 minuti.
Prendete una teglia da forno e ricopritela con uno strato di pomodoro, poi con uno di zucchine e con le 3 mozzarelle tagliate a fettine.Ricoprite il tutto con un altro strato di zucchine, con il pecorino, il formaggio grattugiato e con le foglie di basilico a pezzetti.
Infornate a 180 gradi per 20 minuti…et voilà: cotto e mangiato!

Carlo Cracco e l’aglio in camicia nell’amatriciana Amatrice lo sconfessa: non è nella ricetta tipica

Chi tocca l’amatriciana muore. Anche se si chiama Carlo Cracco, il celebre chef reso famoso anche dalle sue innumerevoli comparsate in tv. Ma cosa avrebbe fatto Cracco di tanto clamoroso da offendere l’amatriciana, Amatrice e i suoi cittadini, così gelosi della ricetta?

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Sabato sera Cracco è stato ospite nella trasmissione “C’è posta per te” di Canale 5 e ha affermato che nella ricetta dell’Amatriciana ci va anche “l’aglio in camicia” (!?), da lui ritenuto un suo segreto. Immediato sconcerto è stato espresso dall’intera amministrazione comunale. In una nota, sindaco e assessori ricordano che «gli unici ingredienti che compongono la vera amatriciana sono guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino. A rafforzare ancor di più l’autenticità della ricetta, rammentiamo l’istituzione del marchio De.Co., che proprio qualche settimana fa ha visto fiorire i primi prodotti a denominazione comunale, tra i quali il guanciale Amatriciano ed il pecorino Amatriciano.  Siamo sicuri – si legge ancora nella nota dell’amministrazione – che da parte del celebre chef sia stato un “lapsus”, vista la sua storia professionale ed anche la sua capacità di stare al gioco, pubblicizzando una nota marca di patatine.  Ribadendo che siamo certi della buona fede del noto chef, siamo convinti che lo stesso abbia comunque piena libertà di inserire “l’aglio in camicia” nel sugo da lui preparato, e siamo ancora più convinti che tale sugo potrà anche essere buono, ma non lo si può chiamare Amatriciana».  Il Comune di Amatrice si è comunque detto ben lieto di ospitare lo chef Carlo Cracco nei luoghi dove ha avuto origine il “primo” piatto più famoso al mondo.

Pizza napoletana, la migliore del mondo si mangia in Australia da Johnny

20140503_68901_ital_0413_news_johnny_di_francesco_680Se volete assaggiare la miglior pizza napoletana al mondo dovrete armarvi di biglietto e partire. Non per il capoluogo partenopeo, ma alla volta dell’Australia. Si trova a Melbourne, infatti, la pizzeria di Johnny Di Francesco, incoronato a Parma vincitore del 23esimo Campionato mondiale della pizza nella sezione “Napoletana Stg” (Specialità tradizionale garantita).Il pizzaiolo dalle origini italiane è stato un gruppo di giudici (italiani) che ha valutato le capacità di 600 concorrenti provenienti da 35 Paesi. A fare una pizza più napoletana dei napoletani, dunque, è l’australiano Di Francesco, che le mani in pasta le ha messe fin da bambino seguendo la tradizione di famiglia e ora è il proprietario della pizzeria 400 Gradi di Brunswick, sobborgo di Melbourne. La tecnica l’ha affinata proprio a Napoli, presso l’Associazione verace pizza napoletana, dove ha imparato le regole per una vera “napoletana”: diametro entro i 35 centimetri, bordo rialzato, pomodori pelati, mozzarella di bufala Doc o mozzarella Stg, cottura nel forno a legna. La farina che usa se la fa arrivare dall’italia, e anche le altre materie prime sono di altissima qualità.  Sul podio del Campionato mondiale della pizza, l’unico italiano è al secondo posto: Michele D’Amelio della pizzeria Ches’e Puizza di Lioni (Avellino). Al terzo posto, Marco Fuso. L’origine del nome inganna: Fuso viene dalla pizzeria Franco manca di Londra.

Ecco il preservativo per il vino: “Permette di mantenerne inalterato il sapore”

20140129_62048_vinocondom2Un particolare preservativo per conservare perfettamente il vino una volta stappata la bottiglia. È l’idea avuta dal 21enne Mitchell Strahan e sua madre, la 47enne Laura Bartlett.   Si tratta di un prototipo, ancora in fase di perfezionamento, che usa lo stesso meccanismo dei preservativi e ne ricorda anche la forma. Per Laura e Mitchell si tratta di un’alternativa valida ma economica ai classici sigilli per bottiglie. Inoltre, può adattarsi comodamente anche a lattine e altri tipi di bottiglie.  È stato Mitchell ad avere la geniale intuizione, quando una sera vide sua madre rincasare con una bottiglia di vino aperta e coperta da una semplice pellicola in plastica con un elastico. Da qui l’idea di questi particolari ‘preservativi’ in gomma, usa e getta. Ora, madre e figlio cercano finanziatori per il loro progetto.

Pasqua, la colomba non va più: spopolano i dolci tipici regionali

imagesPare che anche quest’anno, dalle notizie che arrivano dall’industria e dalle pasticcerie, gli italiani non rinunceranno alle uova di cioccolato per i bambini, nonostante la crisi. Del resto, come negare la sorpresa ai più piccoli? Quanto alla colomba pasquale, dolce lievitato della tradizione soltanto italiana, si annuncia un nuovo calo di vendite: si rafforza invece la tendenza a tornare ai dolci delle consuetudini regionali, tramandati dalle nonne. 
Il nostro Paese è ricco di tante specialità pasquali, con piatti dolci e salati da consumare in famiglia durante la Settimana Santa. In Liguria si cucinano la cima (un pezzo di petto di vitello aperto a tasca e farcito) e la torta pasqualina; in Valle d’Aosta si prepara una torta a base di erbette, lardo e salsicce; nel Pavese, in Lombardia, sono di prassi le torte con carciofi e riso, mentre ai bambini si offre un cestino con all’interno un uovo sodo, il «cavagné de l’euv»; in Lazio c’è la pizza ricresciuta con la ricotta, che nelle Marche diventa la «crescia di Pasqua»: farina, uova, strutto e pecorino; in Abruzzo – nonostante gli appelli degli animalisti – va sempre forte l’«agnello cace e ove», nel quale i tuorli si aggiungono alla fine, mescolati al fondo di cottura.  E nell’Italia centrale, tra Umbria e Toscana, si usa servire la torta inerbolata alla fiorentina (con uova sode, insaporite da bacche di ginepro).
Tra i piatti pasquali, oltre alla «pizza cu risi» lucana, che si prepara aggiungendo al riso cotto quel che resta della spalla del maiale utilizzata per preparare le soppressate, in Sicilia a Caltanissetta si realizzano i «candelieri», detti anche – come precisa una recente pubblicazione dell’Accademia della Cucina Italiana – «pupi ccù l’ova»: sono biscotti dalle forme più disparate, confezionati con farina, zucchero e sugna, con inserite una o più uova sode, poi decorati con diavolina colorata.  Ma il dolce più famoso è la pastiera, simbolo della pasticceria napoletana. Si racconta un’antica leggenda, sulla sua origine. Una notte, le mogli dei pescatori avrebbero lasciato sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio come offerte per il mare, affinché lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a casa. Al mattino dopo, si accorsero che le onde avevano mescolato gli ingredienti e che nei loro panieri c’era un torta: la pastiera.  LA RICETTA DELLA PASTIERA
Per 4/6 persone
Frolla: 250 g di farina 00; 115 di burro morbido; 140 g di zucchero; 50 g di mandorle pelate tritate finemente; 1 uovo; buccia grattugiata di 1/2 limone; 1 bacca di vaniglia. Crema di grano: 125 g di grano cotto; 40 g di latte; semi di 1/2 bacca di vaniglia; 5 g burro; 60 g zucchero; 60 g ricotta; 1 uovo; 1 tuorlo; 25 g crema pasticcera; scorza di 1/4 di limone grattugiata; scorza di 1/4 di arancia grattugiata.
Preparazione
Frolla: ponete il burro in una terrina e poco per volta incorporate, con una frusta a mano, lo zucchero, la scorza di limone, i semi di vaniglia, uovo, farina e mandorle. Impastate, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate in frigo per 12 h. Crema di grano: in una casseruola versate grano, latte, vaniglia e burro: mescolando, cuocete fino a ebollizione. Spegnete, fate raffreddare in frigo per 12 h. Amalgamate alla crema tutti gli altri ingredienti. Stendete la frolla a un disco di 3 mm di spessore e foderate il fondo e le pareti di una tortiera: sopra versate la crema di grano, livellate e decorate con strisce di frolla. Infornate a 160° C per 50′. Sfornate e spolveratela di zucchero a velo.